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HANNO SCRITTO DI NOI :

Brochure ufficiale Manifesta 7, Brochure ufficiale Parallel events to Manifesta 7, Events and Parallelevents to Manifesta 7 journal, Ansa, RTTR (Adele Gerardi), APT di Trento, Corriere del Trentino (Agnese Licata), Corriere dell’Alto Adige, l’Adige (Giuliana Izzi), Trentino (Fiorenzo Degasperi), Vita Trentina,vari siti web.

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FLORA GRAIFF e LILLO GULLO in mostra a Manifesta7-parallel events con “BEATI, on the road in the room” a Castel Toblino, cappella S.Antonio da Padova (Calavino-Trentino) dal 16 luglio al 3 agosto,  orario 17-21, martedì chiuso. Allestimento dell’architetto Mauro Santuari, catalogo edizioni Stella  con testo critico di Luca Beatrice.

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Trento a spini di gardolo: la mensa progettata dall’architetto Mauro Santuari.

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POETICA

Enigmi domestici

di Lillo Gullo

La vocazione è domestica, in parziale urto con Pascal che riteneva l’uomo incapace di starsene tranquillo in una stanza. Senza distrazioni, filosofava il francese, l’uomo finisce presto con l’essere vinto dalla coscienza della fine.

E chissà – proviamo a inforcare le sue lenti – chissà che non sia stata proprio la smania di divertissements a spingere taluni pittori di Parigi dell’Ottocento ad uscire dall’atelier per rizzare il cavalletto en plein air, mettiamo ad Argenteuil,  in mezzo ad un campo di papaveri scarlatti o su un battello ormeggiato nel bacino della Senna.

E chissà – non abbiamo ancora riposto le lenti nell’astuccio – chissà che non sia stata la stessa smania, nel Novecento in America, a catapultare sulla strada le menti più inquiete della beat generation.

Forse non conosceremo mai l’intima verità di quelle pulsioni. Sappiamo, invece, che è un proposito contrario a muovere gli autori di questa plaquette: fare ritorno a casa. Scommessa sommessa e blandamente sapienziale: esistere in un luogo intimo, tra pavimento e soffitto, dove sottrarre svaghi e, semmai, captare il silente rullo del tamburo di un muro. Un tour lillipuziano nell’invisibile e nell’impercettibile – on the road in the room – per scardinare, e fonderle assieme, le abituali nozioni di sosta e viaggio. Senza tentazioni penitenziali. E senza ubbie pascaliane. 

Il poeta porta in dote la ruminazione di strinate parole che, tuttavia, non si negano lo sbaffo barocco di un germe di melodia, mentre l’artista fa dono del suo guardare in guisa di fotopastelli che rimemorano la grazia discreta delle pale d’altare che venerano i santi alloggiati nelle navate laterali delle basiliche cristiane.

Figura e vocabolo, linguaggi affini e distinti, metafora del legame affettivo e inventivo che nella vita unisce lui e lei.

Ambedue le creazioni, la visiva e la verbale, intendono serbare traccia dell’inattesa scintilla che si trovi d’incanto a imporporare una porzione di spazio condiviso, una corrusca brace covata a lungo sotto la pelle di una parete. Pure il focus che accende l’attenzione potrà essere un oggetto – libro, tegame, coltello – il quale, spoglio della sua saputa funzione, inaspettatamente si offra impigliato nell’intrigo di un inesplorato mistero. Nell’un caso, come nell’altro, saremo in presenza di un piccolo big bang dell’anima che, in un impulso di affinate corrispondenze, solleciterà l’uno a sgorbiare glifi in un notes, l’altra a distillare da un’immagine il suo liquore più forte.

A ciascuno il suo ( medium ): per un consonante sentire. E potrà essere stupore, interrogazione, abbandono. O percezione di enigmi. Enigmi domestici.

NEWSultima modifica: 2008-07-08T11:00:00+02:00da bobbymio
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